News dall’Egitto post-Mubarak

Pubblicato il da Egitto oggi

 

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Al-Azhars supporta l’iniziativa lanciata dal predicatore salafita Mohamed Hassan di sostituire i 1.3 miliardi di dollaracci che gli USA versavano ai militari egiziani per garantire la sicurezza di Israele e per tenereli in pugno, con donazioni da parte di AMICI DELL’EGITTO. Nasce spontanea la domanda, chi sarebbero questi amici? Tale fondo si chiamera’ “Il fondo della dignita’” ... mah, a noi il tutto ci puzza di Arabia Saudita e Qatar! E a voi?

 

Pare che mercoledi’ 23 sara’ annunciata la data in cui sara’ emesso il verdetto su Mubarak, comunque finira’, molto probabilmente assisteremo a nuove violenze e disordini.

Nel frattempo vorrebbero spostarlo alla prigione di Tora ma pare che la cosa stia andando per le lunghe anche a causa delle minacce verso i PM che portano avanti l’iniziativa.

 

I Fratelloni che in tutto questo caos stanno rafforzandosi sempre di piu’, presto annunceranno il loro candidato per le presidenziali ... ma come?! Fratelloni che non siete altro, ma non avevate detto che non avreste schierato un candidato? Gia’ avete tutto il parlamento, moh, ci manca pure il presidente e poi possiamo cambiare il nome da repubblica Araba d’Egitto a “Repubblica dei Fratelloni”!!!

Sempre in questa ondata di gloria, Essam El-Erian, uno dei lider dei  nostri Fratelloni ha annunciato agli Usa che se cesseranno di pagare il prezzo per la protezione di Israele loro si sentiranno liberi di  rivedere il trattato di pace del 1979 firmato con Israele. Pri pro quo ... minaccia per minaccia! Dente per dente, Occhio per occhio e cosi’ via ....

 

Nel mentre i membri della tribu’ degli Ashraf si scornano con quelli della tribu’ degli Homaidat in terra di Qena. Polizia, militari e civili non sono riusciti a tranquillizzarli e questi continuano a darsele di santa ragione e a rapire membri della tribu’ avversaria.  Ovviamente son tutti armati fino ai denti. Insomma ... pieno medioevo anche da quelle parti!

Intanto ad Alessandria (che ha di recente assistito a scontri tra islamisti e cristiani, conclusione, i cristiani devono lasciare la zona) i Salafiti accusano i Baha’is che contano al massimo 2000 anime in tutto l’Egitto di essere una gravissima minaccia per la sicurezza del paese ..... ma andateeeeeee! Lo stesso barbuto, Abdel Moneim al-Shahat, che in seguito al disastro di Port Said ha detto che la Sharia vieta di giocare e guardare le partire di calcio, sostiene che quei poveracci dei Baha’is non avrebbero diritto di esistere dato che l’Islam non li riconosce. Morale, hanno inizato a lanciare fuoco e fiamme per minacciare chiunque gli venisse l’idea di includere il diritto di esistere a questa minoranza nella costituzione. Con Mubarak, nel 2008, i Baha’is avevano ottenuto il diritto ad avare una carta d’identita’ omettendo pero’ di scrivere il propio credo.

Egitto: diritto di professare la propia religione, si, se e’ quella dei talebani pero!!!

 

Concludiamo con l’ultima simpatica notizia … un gruppo che si e’ definito “Gli uomini della rivoluzione” ha deciso di iniziare un open-and sit-in davanti al parlamento in seguito alla decisione dello SCAFF di riaprire il “Consiglio delle donna”, consiglio nato tramite un decreto di Hosni Mubarak nel 2000 e che insieme al “Consiglio dei bambini”, sotto l’egida della Susan Mubarak, ha migliorato la posizione legislativa delle donne, un esempio, ha innalzato l’eta’ di custodia materna dei figli in caso di divorzio. Questo consiglio, essendo nato per volere di Mubarak ed essendo presieduto dalla sua consorte e’ stato, immediatamente dopo la rivoluzione, demonizzato da parte di tutti i rivoluzionari. La cosa buffa pero’ e’ questa, se i rivoluzionari liberali lo hanno criticato (in primis perche’ non si poteva ammettere che Mubarak aveva fatto anche cose buone) perche’ non aveva fatto abbastanza, i rivoluzionari islamisti (la stragrande maggioranza) lo aveva fatto perche’ aveva fatto troppo!!!

 

 Questo gruppo di talebani, pardon, “Gli uomini della rivoluzione”  giudicano cio’ che il “Consiglio della donna” capitanato dalla Susan Mubarak ha compiuto, come un passo verso la corruzione morale della societa’ in quanto danneggia l’equilibrio della famiglia islamica.

 

Per finire con una metafora ... L’Egitto Post-Mubarak e come un grande zoo in cui tutte le gabbie sono state aperte.

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