Gennaio 2012 -Tahrir: tutti contro tutti.

Pubblicato il da Egitto oggi

E’ cambiato il popolo di piazza Tahrir dal 25 gennaio 2011 ad oggi?

Quando un anno fa e’ iniziata la rivoluzione egiziana, sulla spinta del successo di quella tunisina, ad un piccolo gruppo di giovani, molti dei quali, ma non tutti, addestrati all’estero su come far cadere un dittatore senza un eccessivo uso della forza, si era unita, per varie ragioni (poverta’, ingiustizia, voglia di occidente, voglia di Sharia ...), una massa di gente che con il gruppetto dei giovani aveva in comune principalmente (si potrebbe pure dire “solamente”) il nemico, colui che ritenevano il responsabile dei loro mali, l’ex presidente Hosni Mubarak e il suo governo.

Dopo pochi giorni di dimostrazioni, violente e non, Mubarak ha mollato la poltrona su cui si e’ seduto il nuovo capo dei militari, il maresciallo Tantawi.  Il giubilo delle masse di Tahrir verso i militari, NOI, non l’abbiamo mai capito, considerando che Mubarak era stato fino a poche ore prima il loro capo, era come festeggiare il lifting con iniezioni di botulino di Mubarak.

Il giubilo della grande massa di gente che a questa revoluzione non ha mai molto creduto invece, si, l’abbiamo compreso, dato che i militari avevano protetto la popolazione dopo che, a seguito dei sanguinosi giorni a Tahrir, la polizia era completamente scomparsa dalla circolazione, e la popolazione si era trovata a fronteggiare una lunga serie di attacchi da parte di criminali e saccheggiatori armati.

Pero’, ripetiamo, da parte del popolo di Tahrir, tale gioia, ci era sempre sembrata illogica e un po’ “stupidotta”.

Nel corso dell’anno, tra dimostrazioni pacifiche, scioperi, scontri settari, atti di violenza e atti di vandalismo, si sono svolte le elezioni parlamentari e, considerando che erano le prime che l’Egitto avesse mai avuto, si puo affermare che siano state organizzate pure bene.

Il popolo egiziano ha votato principalmente i Fratelli Musulmani e una new-entry politica ossia i Salafiti, un partito islamico molto estremista (diciamo che si potrebbero tranquillamente confondere con i Talebani afghani).

Durante la rivoluzione, una delle richieste espresse dai giovani di media/alta classe economica consisteva nel volere un governo laico MA la stragrande maggioranza del popolo ha votato gli islamisti. NON NOTATE QUALCOSA DI MOLTO, MOLTO CONTRADDITTORIO?  NOI SI, c’e’ un’immensa discrepanza tra le istanze di quelli che noi abbiamo chiamato dal nostro primo articolo in poi i “BABA’s boys” (i ragazzi del Baradei, inteso come i ragazzi trained in USA) e il restante 80% della popolazione.

Le due parti, al momento, vogliono per l’Egitto un futuro molto diverso.

Nel corso dell’anno, abbiamo visto tante volte gli islamisti e i BABA’s boys insieme a Tahrir a manifestare (ricordiamo pero’ che durante una dimostrazione avvenuta a luglio, quando i Salafiti sono entrati a Tahrir parecchio arrabbiati, i BABA’s boys son tornati a casina, sapendo bene che con loro non c’era da scherzare! Una parola contro quello che loro intendono per “volere di Allah” e sei morto!) e qui sta IL NODO che al momento ne’ i BABA’s boys ne’ gli altri vogliono far arrivare al pettine, per continuare con la farsa che descrive la gente di Tahrir come un gruppo UNITO rappresentativo di tutto il popolo egiziano CHE COMBATTE contro il nemico (nemico non ben definito pero’... ogniuno ha il suo!).

NOI temiamo che i veri problemi per questo paese nasceranno quando non sapranno piu’ chi accusare (e’ pure vero che in queste cose gli egiziani hanno tantaaaa creativita’) per la poverta’ in cui il paese sta precipitando un po’ di piu’ (a tale proposito c’e’ pure da aggiungere che l’Egitto e’ in buona compagnia dato che con lui c’e’ il resto del MONDO!) ogni giorno che passa, per la corruzione che dal dopo rivoluzione e’ addirittura aumentata (e’ impossibile ottenere un banalissimo documento senza che l’impiegato non chieda esplicitamente una tangente ... e dire che gli hanno pure aumentato lo stipendio!), per la mancanza di lavoro (che aumenta), per la mancanza di servizi, di sicurezza etc ... con conseguenti tensioni sociali o, come in tanti l’abbiamo chiamata dall’inizio, con “la rivoluzione della fame”.

Fin tanto che c’e’ qualcuno contro cui manifestare, tutti potranno posticipare i veri, gravi problemi delle masse ... poi saranno cavoli molto amari!!!!

Scusate abbiamo divagato, torniamo a chi c’e’ a Tahrir  .... dunque: c’e’ gente che va in piazza per dire che sono senza lavoro, che non c’e’ benzina, che non c’e’ gas, che il prezzo delle cibo e’ aumentato, per cercare un figlio scomparso, i BABA’s boys ci vanno per reiterare l’ormai molto nota tiritera contro lo SCAF (Consiglio Supremo delle Forze Armate) ... tuttavia qualcosa di nuovo c’e’ ... infatti sono iniziate le battaglie verbali tra islamisti e non islamisti che si sono attaccati con canti e discussioni accese (per fortuna, al momento, non con altro) ... qualcuno ha pure organizzato il  tribunale della piazza dove 4 giudici (pare fossero realmente dei giudici, mah!) dopo un breve discorso, una preghiera islamica, hanno condannato a morte Mubarak, sua moglie, i loro figli e gia’ che c’erano pure il loro gatto, il tutto sbraitando a tutta forza “Allah Huwa Akbar” “Allah Huwa Akbar” (Dio e’ il Piu’ Grande) – si, sicuramente Dio e’ il piu’ Grande ma voi lo fate diventare sordo! – ... insomma com'era inevitabile l’unita’ della piazza che, unita’ vera non e’ mai stata, sta iniziando a mostrare le sue grosse crepe, come era ovvio che fosse, e come lo sara’ molto di piu’ qualora lo SCAF dovesse mollare le redini, essissi, perche’ inizierebbero a scannarsi su quale soluzione, tra le migliaia proposte, adottare e sull’accaparramento delle poltroncine del potere! Beh, per molti la rivoluzione e’ stato ed e’ un grosso business, e non ci riferiamo ai produttori di bandierine!

Giustizia economica e sociale, diritti uguali per tutti, liberta’ di scelta ... come nel resto del mondo, anche qui, queste sono solo parole che fluttuano nell’aria e volano sempre piu’ in alto ...

 

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S
Sono completamente d'accordo con quello che hai scritto, mi domando solo se gli egiziani si rendono conto di tutto questo oppure no.
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