EGITTO: MARCE, MARCE E ANCORA MARCE
31 GENNAIO 2012
Oggi verso le 16:00 in vari governatorati del paese sono state organizzate delle marce allo scopo di obbligare lo SCAF a lasciare il controllo del paese a a a a ... varie opzioni ma comunque tutte di natura civile.
Al Cairo le 2 marce principali (una partira’ dal Maspero, l’altra, quella delle donne partira’ dal mausoleo di Saad Zaghloul) convergeranno verso il Parlamento per spingere quest’ultimo a supportare la loro richiesta che si chiama “One Demand Initiative” e per spingerlo a richiedere anch’esso:
1) No all’impunita’ per lo SCAF (ci sa tanto che vogliono impiccare pure questi!)
2) No alla nuova costituzione redatta con al governo lo SCAF
3) No alle elezioni presidenziali con al governo lo SCAF
Sempre al Cairo ci saranno marce “minori” che partiranno da Maadi, Ain Shams, Matariya, Sayyida Zeinab, Helwan (quest’ultima iniziera’ alle 10:30, pare, beh, effettivamente hanno un bel po’ di strada da fare se intendono raggiungere il parlamento) vi parteciperanno anche avvocati che chiederanno al parlamento di fare una nuova legge che possa riempire il vuoto legislativo che non ha permesso di condannare a morte i poliziotti accusati di aver sparato ai dimostranti durante la rivoluzione ... notare che l’ipotesi che questi fossero realmente innocenti non ce l’hanno neppure nell’anticamera del cervelletto.
Ad Alessandria la marcia partira’ da Manshiya alle 15:30 e si muovera’ verso la base militare a nord della citta’.
Anche a Zagazig, nel governatorato di Sharkeyya (sempre se non saranno impegnati a lapidare qualcuno), Minya, Menoufiya, Damietta ci saranno marce.
Pare, e qui il "pare" e’ sempre d’obbligo visto che tutti cambiano continuamente idea, che i partiti islamisti: i Fratelloni Musulmani, la Jama’a al-Islamiya e i Salafi non parteciperanno alle marce, mentre i Sufi si.
Dunque, vediamo, Assem Abdel Maged direttore dell’informazione della Jama’a al-Islamiya ha dichiarato che queste marce sono un ricatto a cui il parlamento non deve cedere perche’ i richiedenti vogliono solo spargere il caos e l’instabilita’ nel paese creando un clash tra il parlamento e lo SCAF.
Ahmed Abu Baraka leader del partito dei Fratelloni ha completato le ragioni del partito aggiungendo che c’e’ un sistema costituzionale che deve essere rispettato come anche il risultato del referendum popolare tenutosi il 19 marzo.
Nader Bakar il portavoce del partito salafista ha anch’esso dichiarato che il suo partito non vi partecipera’ dato che non lo ritengono nell’interesse del paese, loro invece chiederanno al governo di formare dei comitati che si occuperanno di redigere la nuova costituzione che deve essere presentata per l’approvazione popolare, tramite referendum. prima delle elezioni presidenziali per meglio regolare i poteri del futuro presidente prima di eleggerlo (mah, se ci vuole piu’ di un anno per fare sta benedetta costituzione, allora significherebbe straposticipare le elezioni!!)
Morale della favola: c’e’ poco da dire, vediamo che succede, anche se noi temiamo scontri violenti. Speriamo di sbagliarci.